venerdì 10 settembre 2010

Dio se vuole fare conoscere

    Questi racconti dell'inizio della Bibbia che riguardano Adamo, Eva ed Abraamo, sono ricchi. Ci dicono tanto, aldilà della vicenda a lunga battuta della salvezza che Dio attuava sul piano universale per tutti gli uomini. Infatti riguarda tutti noi perche dai dialoghi e dall'agire di Dio riportati qui, si possono fare delle valutazioni che sono fondamentali per la comprensione di chi è il nostro Dio e di come agisce Lui nei nostri confronti.
    Potremmo dire che le informazioni che possiamo ricavare da qui sono come una Sua carta de visita, perche sono informazioni basilari sulla dinamica della Sua relazione con noi. Si potrebbe fare un assunto nel senso che si possono dire con certezza alcune cose, come ad esempio: Dio va alla ricerca del peccatore, lo avverte delle consequenze del suo agire sbagliato, lo rimprovera e castiga il suo peccato. Sempre però Dio ha un buon pensiero di riabilitare l'uomo, è Lui l'autore della Sua salvezza che e sempre personalizzata, per la quale è Lui Stesso che attua, chiedendo però sempre il consenso, la fede e l'ubbidienza all'uomo. Dunque ciascuno di noi decide di essere benedetto o no da Lui nel momento in cui manifesta la propria fede ed obbedienza.
     Dio, quando e a chi vuole, può rivolgere la Sua Parola ed entrare in relazione con l'uomo, a seconda del Suo buon piacere. Dio mette alla prova l'amicizia, la fede e l'obbedienza del Suo "amico", per rivelare ciò che Lui comunque già conosce pienamente. Dio è sempre il difensore di chi lo rispetta altamente, senza mettere in discussione la Sua santissima volontà, di chi difende le Sue ragioni e rimette la sua fiducia completamente in Lui per questa vita e per il destino eterno.
     E' veramente molto interessante ed edificante conoscere le possibilità di compimento di Dio circa le promesse che Lui aveva fatto ai discendenti di Abramo e di come Lui ha agito in seguito in tutta la Sua fedeltà. Si può capire di come Dio è coerente con il Suo proposito, con il Suo piano di benedizione. Si puo capire ancor piu su cosa Dio fa di fronte all'uomo peccatore, ai suoi incessanti errori e limiti e alle sue testardaggini o alla sua poca sensibilità. Lui aveva dato la Sua lege al uomo per guidarlo e per preservarlo dal male, ma di fronte al suo incesante peccare Dio ha sempre mandato i Suoi servi, i profeti, e li mandera sempre, per farsi ricordare, nell antichita con la Sua Legge e promese, e poi oggi con il Suo Vangelo eterno e con la Sua salveza che ci ha dato una volta per sempre in Cristo Gesu. Dio non se e cambiato e non cambiera mai, sempre e di continuo Lui cerca a chi lo cerca, per farsi conoscere, per salvarci per il Suo grande amore, parlandoci e facendoci conoscere i Suoi propositi per mezzo dei Suoi servi, i profeti.
     Dalla Bibbia si capisce, riflettendo, quali sono i Suoi giudizi e pure la Sua grandiosa misericordia verso i mortali. L'Eterno, l'immortale, è un Dio grandioso, glorioso, impossibile da immaginare nella Sua transcendenza, nella Sua bellezza, nel Suo carattere, nel Suo infinito amore e potere. Allo stesso tempo, Lui è pure un Dio "geloso" per la gloria del Suo nome, terribile nei Suoi giudizi, pronto a castigare i trasgresori. Dio e Il Santissimo, perfeto in tuuti i Suoi atributi.
     L'onnipotente, Lui che sorveglia sopra tutta la terra, è il primo da considerare: dalle Sue mani chi potrà sottrarci? "Perche Io sono il Signore, e non muto, per questo voi, o figli di Giacobbe, non siete stati annientati." (Malachia 3:6-7)

Dio fece un aleanza di fratelanza che fedelmente compi

    Quando Dio fecce ad Abraamo le Sue divine promese, Lui, l'Onipotente, fecce con Abraamo un'alleanza che era una dei tipi di alleanza di fratelanza che se praticavano in quei tempi antichi, in Grecia antica e Babilonia: se tagliava in due un animale e le due parti che entravano in questa alleanza (chiamata di "fratelanza per sangue") pasavanno in mezo alle carni sanguinanti del animale sacrificato  giurandosi fedelta per sempre, e invocavano su di sé la sorte riservata a queste vittime, se trasgredivano il loro impegno di essersi fedeli per vita. Dunque il loro pato era di avere la stessa sorte dei animali che avevanno sacrificati (cioè di essere uccisi come loro) se venivanno meno all'alleanza e tradisero l'un l'altro.




   L'alleanza era per sempre e chiedeva una fratellanza totale: per tutta la loro vita i due dovevanno avere i loro beni in comune, dovevanno difendersi l'un l'altro la propria vita dai loro nemici con il prezzo della propria vita, per sempre.



"Chi mangia la mia carne e beve
 il Mio sangue, ha la vita eterna,
 ed Io lo risusciterò nel ultimo
 giorno."(Giovanni 6:54)
Dal mondo antico, nella Bibbia se ritrovano tante de quele alleanze che nei tempi di allora se praticavano.Uno di queste usanze per  entrare in alleanza era il bancheto celebrato inssieme, nel quale i cibi erano importanti. Ad esempio, il pato "di sale" significava l'infrangibilita dell'alleanza. Un altro modo ancora era che le parti contraenti mescolavanno il proprio loro sangue e poi lo bevevano reciprocamente. O ancora, si immergevano le mani in un vaso ripieno di sangue. O se cambiavano vesti e armi. O adiritura semplicemente se davanno la mano.
      In questi riti il sangue era la sede dell'anima e della vita, e con l'effusione del sangue i contraenti l'alleanza diventavanno una sola anima, come tra i parenti di sangue.
     Aspeti di questi tipi di alleanza se ritrovano nei vari discorsi del nostro Signore Gesu Cristo, dei quali lo più famoso e quello della Sua ultima cena. 

   Dio stipulo con Abraamo un alleanza "di fratelanza per sangue" in questo modo: ordino ad Abraamo di tagliare gli animali in due e poi la fiama di Dio passo in mezzo ai pezzi di animali, facendosi garante con Se Stesso di rispetarla. La voce di Dio se senti e fece con Abraamo la Sua alleanza: "...aparve un fuoco fumante e una lingua di fuoco che passava per mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signoro fece alleanza con Abraamo, dicendo: "Io darò alla tua progenie questa terra...". (Genesi 15:18) 
     Dunque questa aleanza obligava le due parti - Abraamo (con tuta la sua descendenza) e Dio (presente nella fiama di fuoco) - di essersi fedeli uno al altro per vita. Per primo, Dio mise ala prova la fedelta di Abraamo tradota in termini di obedienza e fede dovuta al Creatore. Poi rinovo verso di lui le Sue promese che al lungo andare compi: gli dase un figlio, dase ai suoi discendenti la terra promesa, gli difese dai loro nemici, e con i tempi della chiesa, per il Suo servo Gesu Cristo, moltiplico i posteri di Abraamo come la polvere della tera, facendolo padre di moltitudini di genti. (Genesi:13:16)
      
     Cosi come Dio anticipo ad Abrahamo (Genesi 15:13-14) Lui liberò i suoi discendenti dalla schiavitu e gli porto fuori dal paese del Eggito. Lo fecce colpindo gli eggizieni con 10 teribile piaghe. Nella notte della decima piaga, quando Dio ucise tutti i primogeni degli eggizieni, Lui protesse grandemente ogniuno del Suo popolo, dando loro il segno del agnelo imolato, del quale sangue lo dovevano ungere sulle loro porte come segno di appartenenza a Dio: "Quella notte Io passerò per il paese d'Egitto, ove percuoterò ogni primogenito, dall'uomo fino alle bestie, e farò giustizia di tutti gli dèi d'Egitto, Io, Il Signore. Ma quel sangue Mi sarà un segno in vostro favore, nelle case ove abitate voi, e veduto il sangue, Io passerò oltre, quando percuoterò il paese d'Egitto, e non cadrà sopra di voi la piaga sterminatrice." (Esodo 12:12-13)

     Di questo agnello immolato Dio comandase loro di fare un rito come ricordo perpetuo: ogni anno in quel giorno dovevano immolare un agnelo per poi mangiarlo in freta e vestiti come pronti per partire. Questa era la festa della Pasqua e cioè significava il Passaggio del Signore in mezo al Suo popolo in quella notte quando Lui li tirase fuori dalla schiavitu in grande freta, e gli fecce uscire dal Egitto dopo una schiavitu di 400 anni.
      L'agnelo della Pasqua era un immagine del futuro agnello di Dio che il Padre dase al mondo perche portase la vera liberazione del Suo popolo dalla schiavitu del pecato e del demonio e quindi della morte. Era l'immagine di Gesu il quale presse su di Lui i pecati di tutti e pago con il Suo sangue il debito di tutti, per salvarci dalla futura colera di Dio. Il sacrificio di Gesu fu similmente prefigurato anche da quei agneli che ulteriormente, con la legge di Mose, Dio comando agli ebrei di essere offerti come vittime di espiazione al Signore.

     Nel averlo portato fuori dal paese del pecato, Dio fecce diferire il Suo popolo tra tutti i popoli della tera dando loro anche altre leggi sacre: la consacrazione del primogenito era come ricordo della strage dei primogeniti degli egizieni con la quale Lui, Dio Creatore, fecce giustizia contro il pecatto di idolatria degli egizieni; l'offerta delle primizie di tutte le racolte e di tutti i loro animali era come ringraziamento e riconoscimento, perche tutto ciò che avevanno era il dono di Dio; la sollenita degli azzimi come ricordo di come fosserò partiti dal Egitto con gran freta in quela notte, cosi da non aver avuto tempo di aspetare che lievitase il loro pane nel paese pagano degli egizieni, quando Dio gli portase fuori.

     Dio fecce grandissimi prodigi im mezzo a loro mostrandogli la Sua gloria. Spoglio gli eggizeni dei loro beni che misse negli mani del Suo popolo e poi gli anego in fondo al mare con tutti i loro eserciti. Israele passo vitorioso in mezzo ale acque spartite da Dio per mezzo di Mose, il Suo servo.

    Poi Dio lo conduse nel deserto, di giorno e di notte...

 
       Non manco mai davanti al popolo la colonna di nuvola di giorno, e di fuocco la notte (Esodo 13:21-22).


 Gli dase acqua dala roccia da bere e mana e quaglie da mangiare. Ma qui Dio gli dase dei comandamenti e la Sua legge (del Suo sabato) da rispetare.


     Gli mise ala prova, ma loro non obedirono, ne fidasero di Lui, ma si ribelarono e mormoravano contro il Signore. Allora il fuoco di Dio divampo contro di loro (Numeri 11:1-3,), oppure la terra si squarciò ingoiò i colpevoli Numeri 16:31-35). Peccaronno e per quelo che il loro viaggio nel deserto se prolongo con 40 anni - per ogniuna delle 40 giorni un anno in più (Numeri 14:34-35) .





    Quando Dio gli fece agiungere la tera che promise loro, dei quali abitanti eranno uomini giganti, loro non fidasero di Dio per ocupare la tera, ma Lo ofesero.
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     Dio se era obligato di difendere Abraamo e i suoi discendenti dai loro nemici. Questo Dio fecce di continuo, protegendoli dai popoli vicini. Infatti, quando gli israeliti pecavanno i nemici li venivanno contro e Dio li dava loro la promesa di vitoria per la parola dei Suoi profeti. Nelle loro numerose bataglie, loro dovevanno fidarsi della Sua parola perche la vittoria avennise. Nelle guere gli israeliti hanno trionfato tramite il re Davide che era il Suo servo, il re che Dio dase a loro, l'unico re secondo il cuore di Dio.




mercoledì 1 settembre 2010

Dio parlo al uomo in seguito


   Ma di fronte al peccato dell'uomo, Dio non si arrestò. Cosa fece Lui in seguito? Fece un piano di salvezza e lo attuò: scelse un uomo, un uomo bravo, che fosse il Suo amico, nella cui discendenza volesse portare a tutti gli uomini della terra la vita eterna che loro avevano perso in Adamo.
 
     Piu in avanti, la Bibbia, ci parla di Abraamo e ci dice che mentre lui stava per andare nella terra di Canaan per abitarla, Dio, per propria iniziativa, fece a lui una proposta:"...vieni nel paese che Io ti mostrerò. Io poi farò di te una grande nazione, ti benedirò e farò grande il tuo nome, e tu sarai una benedizione." (Genesi12:1-2). Il Signore Dio propose di fargli da guida per condurlo nella terra che lui voleva conquistare, facendo che questa terra diventasse la proprietà sua e dei suoi discendenti per sempre.


     Abraamo non aveva figli. E Dio "lo conduse all' aperto, e gli disse: "Mira il cielo e conta le stelle se ti riesce". E soggiunse: "Cosi sara la tua discendenza. Abraamo credete a Dio e questo gli fu contato come giustizia." (Genesi 15:5)



     Allora l'Onipotente gli dase un segno per il compimento delle promese che a lui fecce: stipulo con lui un alleanza "di fratelanza per sangue" che Dio se prendeva a carico Suo per fedelta Sua e della Sua parola.(Genesi 15:17-18)
    Cosa gli promise dunque? Gli promise cose dal cuore di Dio, benedette dalle Sue mani , cioe da desiderare da qualunque creatura Sua: un paese che sia tutto suo, un grande nome, e che farà dei suoi discendenti una grande nazione. Tuttavia le promese che Dio gli fecce superavano le sue aspetative perche riguardavano il destino eterno di tutta l'umanita, in quanto la relazione con l'eterno ci lo comporta.





     In seguito, quando Abraamo aveva 99 anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono l'Iddio Onnipotente, camina alla mia presenza e sii perfetto: e Io stabilirò la Mia alleanza fra me e te, e ti moltiplicherò straordinariamente" (Genesi 17:1-2)  Dio fecce con lui un patto: "Io sono: ecco il Mio patto con te: tu sarai padre di molte genti....Ed Io stabiliro il Mio patto fra Me e te e la tua progenie dopo di te nelle sue generazioni, con alleanza eterna, in modo che Io sia Dio tuo e della tua progenie dopo di te. .... Anche tu però osserverai il Mio patto, e cosi la tua progenie dopo di te nelle sue generazioni......sara tra voi circonciso ogni maschio" (Genesi 17:4-11) Abraamo obedi, e nello stesso giorno circoncise tutti maschi della sua casa.
  
     Conosciamo la storia di Abraamo e di come lui abbia dovuto affidarsi a Dio per poter avere quel suo unico figlio, Isaaco, in un età molto avansata, a 100 anni. Per un intervento speciale di Dio, Sara, sua moglie, concepì per promessa divina alla sua vecchiaia, a 90 anni. Dopo avergli dato il figlio, Dio mise ala prova Abraamo.

"...non gli far male alcuno, perchè ho già
conosciuto che temi Dio e che per Me non
 hai risparmiato il tuo figliolo unigenito"
 (Genesi 22:12)


  

   

     In queli tempi antichi era consueto offrire ai dei delle offerte: cibi, incenso, vittime di animali o a volte addiritura... proprio umane. Dio piacque farsi conoscere ad Abrahamo come il Dio Santissimo, l'Altissimo, il Misericordioso, che non gradisce vittime umane. Pero lo fecce mettendo ala prova la sua fede e la sua obedienza.
    Conosciamo pure la faccenda del'Onnipotente che provo l'obbedienza e la fede di Abramo chiedendoli di sacrificare l'unico suo figlio in olocausto. Abraamo credette al Suo Dio e alle Sue promesse, e per questa sua grande fede che avu in Dio lui obedi, pensando che Dio potesse far resuscitare suo figlio dai morti. Questa sua fede era verramente grande, a misura del Suo Dio.
"Dio se la provvedera à la vittima
per l'olocausto." (Genesi 22:8)








"Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui
che toglie i peccati del mondo!"
(Giovanni 1:29
     Mentre Abraamo era pronto a sacrificare l'unico suo figlio, Dio lo promosse e rinnovò verso di lui le promesse che gli aveva fatto con generosità sconvolgente: "Lo giuro per me stesso, siccome tu hai fatto questo, e per me non hai risparmiato il tuo figlio unigenito, io ti benedirò e moltiplicherò la tua stirpe come le stelle del cielo, e come l'arena che è sul lido del mar: la tua progenie possiederà la porta dei suoi nemici, e nella tua progenie saran benedette tutte le nazioni della terra, perchè hai obbedito alla mia voce." (Genesi 22:16-17)







      Avendo trovato fedele Abraamo, la bonta di Dio traboco e se  estese su  tutte le nazioni della terra. Fu nel piano di Dio che nella progenie di Abraamo voleva benedire tutte le nazioni della terra: dai suoi discendenti nacque Gesu il Cristo, cioe Mesia, che ci dono la resurezione e la vita eterna.
       Abraamo credete a Dio e questo gli fu contato come giustizia. Ma con lui - padre della fede di tutti quanti credono Dio - a tutti noi che credendo diventiamo suoi discendenti. La giustizia che Dio restabili ragiunge tutti discendenti di Abraamo - diventati numerosisimi come le stele e come l'arena del mare. Dio promise ad Abraamo e per la fedelta Sua saranno figli di Abraamo tutti redenti da Cristo, di sempre.